L’amore tra Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoire

Non ci fu matrimonio. Ma un contratto a termine fra Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre.

Un amore durato oltre:  l’unione fra il filosofo dell’esistenzialismo e la scrittrice che per prima teorizzò la necessità per le donne di ribellarsi al loro destino biologico, madre severa e altera del femminismo. Senza sposarsi e nemmeno convivere, dividendo il loro cammino con una platea di amici, amiche, discepoli, amanti, segretarie, dame di compagnie, favorite , fidanzate meglio se in come”.

Avevano una data da festeggiare, anche se non c’erano nozze. Era il loro “matrimonio morganatico”, il 14 ottobre del ‘29.  Si conoscono a luglio alla Sorbona. Lui, 24 anni, basso, vestito senza cura, strabico, con scarsa propensione all’igiene personale. Grande affabulatore. Lei, la ragazza dell’alta borghesia. Bella, dalla pelle chiarissima, che viene subito attratta dal magnetismo dell’intellettuale. E dalla frase che ripeteva sempre:

“ Gli uomini non sono spiriti, ma corpi in preda al bisogno”.

Simone, scriverà “Io ero intelligente, ma lui era un genio, Sartre rispondeva esattamente ai desideri dei miei quindici anni: era il doppio in cui ritrovavo, portate all’incandescenza, tutte le mie manie. Con lui avrei potuto dividere tutto”. Gli darà sempre del lei e rimarrà con lui fino agli ultimi suoi giorni.

Decidono di dividere un contratto d’affitto reciproco, rinnovabile ogni due anni. Un contratto che aveva una clausola bene definita, quella dell’infedeltà percepita come un dovere reciproco, una sorta di assicurazione contro le menzogne, i sotterfugi, le ipocrisie del matrimonio borghese.

I due per tutta la vita distinguono l’amore necessario, dunque inevitabile, dagli amori contingenti e senza importanza. Nelle loro tele di ragno vengono invischiate parecchie ragazze che, spesso, non si innamorarono di Sartre, ma di Simone, la quale all’inizio fatica ad accettare queste condizioni. Ma non c’erano alternative: prendere o lasciare. Sartre, secondo alcuni, non avrebbe potuto fare a meno di soddisfare il suo desiderio di conquiste.

In cambio il filosofo le scriverà un giorno: “La mia vita non appartiene a me solo. Voi siete sempre me, l’essere stesso del mio essere, il cuore del mio cuore”. E in effetti ogni singola opera del filosofo sarà sottoposta al giudizio della compagna.

Intanto continua il via vai di amanti nell’alcova dei due. Un giorno passerà Olga Kosakievicz, 17 anni, pallida, russa, per cui Sartre perderà la testa, anche se lei sarà molto più attratta dalla filosofa. Olga annotava: “E’ come un bambino ingordo, sempre voglio, voglio e lei che si fa in quattro a dire sì, sì caro e prezioso, l’avrai te lo procurerò io”.

Poi ci sarà Bianca. La ragazza ha 17 anni quando si innamora della De Beauvoir che ne ha 29, di cui apprezza il carattere audace delle sua intelligenza, la sua potenza e la sua rapidità di comprensione”. Simone è in realtà oltre che molto bella, abbastanza curiosa. Affamata di letture.

Arriverà Natascia Sorokine, altra studentessa assorbita nel triangolo negli anni subito prima della guerra. Definirà Simone “un orologio chiuso dentro un frigorifero”. In realtà Simone era sempre più presa dal tentativo di esaudire la voracità diventata bulimica nei confronti degli amori contingenti del suo compagno.

E poi sarà la volta di Z, Luoise, Tania. Il meccanismo che placa la coscienza è sempre lo stesso: la confessione, completa e immediata, a voce o per iscritto. Si scrivono freneticamente descrivendo nei minimi particolari gli amplessi con terzi amanti.

Ma un giorno il filosofo, che non ha mai pensato al matrimonio, si innamora negli Stati Uniti di Dolores Vanettti Ehrenreich. Siamo nel ’47 e lui le chiede di sposarlo. Il filosofo ripianifica la vita in modo da poter trascorrere con Dolores tre mesi di seguito. Simone comincia a mettere in dubbio il loro rapporto e sente uno struggimento profondo.

Ma in quegli anni e proprio negli States Simone incontra Nelson Algren, 38 anni, mentre lei ne ha uno in più. Ha fama di scrittore maledetto. L’idillio con questo uomo è trascinante e con lui il suo corpo si levava infine dalla terra dei morti. Tutta la mia vita era stata una lunga malattia.

Ma Nelson che vuole sposarla, rimarrà un amore secondario. Simone non vuole lasciare Parigi. Scriverà la loro storia d’amore e la cosa farà infuriare lo scrittore. Intanto, il sodalizio tra Sartre e la De Beauvoir, che non si è mai interrotto, riprende con l’andirivieni organizzato dalla filosofa di donnine che popolano la loro alcova: Olga, Wanda, Michèle, Arlette Elkaim, che si alternerà al capezzale di Sartre con Simone, Evelyne,

Intanto Simone adotta Sylvie Le Bon, una studentessa di filosofia di 18 anni. A legarle sarà un’amicizia assoluta. Dunque, Simone ama senza distinzione uomini e donne, ma il condizionamento della sua educazione borghese la ostacola nel confessare la sua omosessualità

Sarte si ammala. Il suo corpo si decompone lentamente. L’ultima volta che Simone vede l’unico amore della sua vita è il 14 aprile del 1980. Lei rimarrà per tutta la notte distesa sul letto con il cadavere di Sartre. Lo bacerà sulle labbra prima che la bara venga chiusa, stordita da psicofarmaci.

Simone gli sopravviverà sei anni meno un giorno. Morirà di edema polmonare. Sono sepolti insieme nel cimitero di Montparnasse.